La creazione di una Sette Pieghe

La sette pieghe prende il nome dalla sua tecnica di realizzazione: la pregiata seta viene ripiegata per sette volte su sé stessa, per donarle spessore e consistenza, senza l’aggiunta di altre imbottiture. Il risultato è una cravatta più solida che assicura una tenuta più vicina al corpo, una sensazione di decoro, compostezza, assoluta signorilità.

A renderla particolarmente preziosa non è solo la maggior quantità di stoffa impiegata, circa il doppio di quella prevista per una cravatta classica, ma anche il complesso metodo di lavorazione sartoriale. 

L’iter creativo di una sette pieghe è particolarmente laborioso, alla portata dei soli sarti più esperti, composto da tante fasi quante quelle dalle quali prende il nome:

  • Taglio del tessuto: rigorosamente a mano, il taglio segue scrupolosamente la direzione del disegno.

  • Incappucciatura: in questa fase delicata, curata centimetro per centimetro, il tessuto viene cucito all’interno (retro) della cravatta.

  • Stiro: a bassa temperatura per togliere eventuali pieghe del tessuto seguite all’incappucciatura.

  • Spillatura: uno dei momenti più complessi durante il quale vengono create, una ad una, le pieghe e la consistenza interna della cravatta, per assicurare tenuta e aderenza al corpo.

  • Cucitura: la cravatta viene chiusa, rigorosamente a mano e con passaggi delicati, garantendone il corretto allineamento verticale.

  • Ricamo: al termine della cucitura iniziale viene ricamato, con un filo più spesso, un occhiello, sintomo di qualità e artigianalità dell’accessorio.

  • Controllo: il processo creativo termina con uno scrupoloso controllo per individuare eventuali anomalie nel tessuto o cuciture, prima di procedere al confezionamento.

    Queste complesse operazioni sono realizzate esclusivamente a mano, non esiste infatti alcun macchinario in grado di eseguirle, a riprova del pregio ed esclusività di questo capo unico nel suo genere.